incesto
Pt.3 Il giorno dopo
08.05.2026 |
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"Quando le sue palle toccarono la fighetta fradicia di Sara, entrambi gemettero forte..."
Il pomeriggio seguente la casa era di nuovo vuota. I genitori sarebbero tornati solo a sera. Sara non aveva pensato ad altro per tutto il giorno: a scuola aveva la fighetta bagnata solo a guardare Andrea da lontano nel corridoio. Appena tornati a casa, lo aveva trascinato in camera sua senza dire una parola.Ora era nuda a quattro zampe sul letto di Andrea, il culo alto e le ginocchia ben divaricate. Aveva passato mezz’ora a prepararsi: lubrificante che aveva comprato di nascosto, dita, e tanto, tanto desiderio proibito.
«Voglio nel culo» disse con voce roca, guardandolo da sopra la spalla. «Voglio sentire quel tuo cazzo enorme che mi apre tutta.»
Andrea era in ginocchio dietro di lei, il cazzo duro come pietra e già lucido di lubrificante. Lo aveva guardato per secondi interi, quasi incredulo.
«Sara… sei sicura? È gigantesco, ti farò male.»
«Lo voglio lo stesso» rispose lei spingendo indietro il sedere. «Sono fradicia solo a pensarci. Ti prego, fratello… sfondami.»
Andrea le mise una mano sulla schiena, facendola inarcare di più. Appoggiò la grossa cappella contro il buchetto rosa e stretto. Spinse piano. Sara trattenne il respiro quando sentì la pressione enorme. Il glande forzò l’anello muscolare e, con un piccolo “pop”, entrò.
«Cazzooo…» gemette lei, stringendo forte le lenzuola. Il bruciore era forte, ma dietro c’era un piacere sporco e profondissimo che non aveva mai provato.
Andrea si fermò, lasciandola abituare, ma Sara non voleva aspettare. Spinse indietro lei stessa, prendendo altri centimetri. Il cazzo del fratello era così spesso che le sembrava di essere spaccata in due.
«Più fondo… voglio sentirlo tutto» ansimò.
Centimetro dopo centimetro, Andrea le affondò nel culo. Quando le sue palle toccarono la fighetta fradicia di Sara, entrambi gemettero forte. Era completamente dentro.
«me lo stai letteralmente stritolando» ringhiò lui.
Iniziò a muoversi. Prima piano, poi sempre più deciso. Il rumore osceno della carne lubrificata riempiva la stanza. Sara aveva la bocca aperta, gli occhi rovesciati. Il dolore si era trasformato in un piacere violento che le arrivava fino alla pancia.
«Più forte, Andrea… scopami il culo come una troia!»
Lui le afferrò i fianchi e iniziò a fotterla sul serio. Spinse violento, facendo sbattere il letto contro il muro. Sara urlava di piacere, una mano tra le gambe a toccarsi il clitoride gonfio. Ogni affondo le faceva sentire tutta la lunghezza e la grossezza del fratello.
Andrea la tirò su per i capelli, facendola mettere in ginocchio contro il suo petto mentre continuava a pomparle nel culo.
«Sei mia sorella e ti sto sfondando il sedere… cazzo quanto sei pervertita» le sussurrò all’orecchio.
Quelle parole la fecero venire come una fontana. Sara squirtò sulle lenzuola mentre il suo culo si contraeva spasmodicamente intorno al cazzo del fratello. Andrea resistette solo pochi secondi ancora: con un grugnito animalesco le spinse tutto dentro e venne, scaricando getti densi e caldi profondamente nel suo intestino.
Rimasero così, incastrati, ansimanti e sudati. Quando Andrea uscì lentamente, un fiotto di sperma bianco colò dal buchetto rosso e dilatato di Sara.
Lei si girò, lo baciò sulla bocca con lingua e poi sorrise maliziosa.
«Dopo voglio provare a prendertelo tutto in gola mentre mi scopi nel culo con le dita…»
Andrea la guardò, ancora col cazzo mezzo duro e sporco di lubrificante e sperma.
«Sei diventata una puttanella insaziabile.»
Sara gli leccò la cappella sporca e rispose:
«E tu sei mio fratello… e non voglio più smettere.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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